Montacarichi e ascensori: quali sono le differenze?

Montacarichi e ascensori sono due diverse tipologie di impianti elevatori: la principale differenza tra questi due prodotti è che il primo viene progettato e installato per spostare e trasportare oggetti e pesi, il secondo è invece un impianto tradizionale ideale per lo spostamento delle persone. Entrambi, infatti, possono trovarsi all’interno di edifici pubblici o privati, ma l’ascensore è compatibile soprattutto con gli stabili aziendali, condominiali e negli enti pubblici.

Una tipologia non sostituisce l’altra, quindi, per quanto entrambi pratichino lo spostamento di “qualcosa” (pesi o persone) attraverso i piani di un edificio. La normativa che risulta attualmente in vigore per ascensori e montacarichi fa riferimento alla parte n. 214 del DPR 5 ottobre 2010 meglio conosciuto come “Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162, per la parziale attuazione della Direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine e che modifica la Direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori”. La parte n. 162 parla delle “norme per l’attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché della relativa licenza di esercizio”, riferendosi al fatto che la normativa italiana si deve attenere alle regole europee.

Come dicevamo, il montacarichi è un elevatore che viene sfruttato per la movimentazione di materiali e, rispetto all’ascensore, è sicuramente più lento. Una bassa velocità per un prodotto che deve però avere queste due caratteristiche: il livellamento con il piano di arrivo deve essere molto preciso (pensate a quanti problemi creerebbe a un’infermiera che trasporta un allettato) e durante il trasporto non ci devono essere particolari sobbalzi.