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La progettazione di ascensori su misura a Pavia a cura di Ma.Ri.Pa.

Molti dei passeggeri che utilizzano di solito gli ascensori li considerano semplicemente degli impianti che servono per spostarsi dal piano “A” al piano “B” – nulla di più, nulla di meno. Poco importa che funzionalità, estetica e caratteristiche tecniche possano essere anche molto diverse da un ascensore all’altro!

In effetti, considerare più o meno uguali tutti gli ascensori equivale al ritenere praticamente identiche tutte le automobili in circolazione, per il solo fatto che ognuna di esse è provvista di volante, ruote e portiere.

Queste considerazioni ci portano a un ragionamento importante: un committente che desidera realizzare un ascensore in un contesto privato o pubblico si troverà di fronte un ventaglio di proposte più o meno ampio in termini di impianti che si possono realizzare. Già, ma quale scegliere? Che tipo di impianto fa al caso proprio?

Quando non si possiedono a livello personale competenze tecniche approfondite, e dunque non si è in grado di effettuare valutazioni da sé, è importante affidarsi a un’azienda i cui consulenti sappiano fornire le risposte giuste per ogni esigenza: un’azienda come Ma.Ri.Pa., che si occupa della progettazione di ascensori a Pavia personalizzati e su misura per le esigenze del cliente.

La lunga esperienza di Ma.Ri.Pa. srl è sinonimo di professionalità e capacità di problem solving: l’azienda è in grado di realizzare impianti elevatori a 360°, anche nei contesti più complessi come, ad esempio, gli edifici già esistenti che devono essere dotati di ascensori per il superamento delle barriere architettoniche.

Grazie al suo servizio altamente qualificato, Ma.Ri.Pa. sarà un partner affidabile per l’installazione, su tutto il territorio pavese, non solo di ascensori tradizionali, ma anche di impianti per il trasporto verticale come piattaforme elevatrici, servoscale, scale mobili per contesti pubblici e montacarichi per l’industria: contatta lo 0382 498538 per maggiori informazioni.

Piattaforme elevatrici per disabili: la normativa

La prima volta che si è parlato di piattaforme elevatrici, a livello normativo, lo si è fatto con il Decreto Ministeriale n. 236 del 14 giugno 1989 in riferimento alla Legge 13/89. Queste “apparecchiature atte a consentire, in alternativa ad un ascensore o rampa inclinata, il superamento di un dislivello a persone con ridotta o impedita capacità motoria” sono impianti elevatori che vengono utilizzati in ambiti privati e pubblici da tutti coloro che hanno la necessità di servirsi di un mezzo di trasporto in alternativa all’ascensore, quando non ci sono gli spazi adeguati all’installazione di quest’ultimo.

Per garantire l’accessibilità a questi edifici privati e per affrontare concretamente l’eliminazione delle barriere architettoniche, quindi, ci si serve delle piattaforme elevatrici. Il DM 236 del 1989 e la UNI EN 81-41 si esprimono in tal senso: la normative europea tratta le piattaforme elevatrici senza porte in cabina e con vano di corsa chiuso, escludendo le piattaforme elettriche con trazione a frizione, mentre il DM 236/89 le tratta tutte.

Incrociando le due norme di riferimento scopriamo anche che quella europea non si occupa del luogo di installazione, mentre il DM riferisce anche le dimensioni necessarie davanti alla porta di accesso all’impianto (1.5 x 1.5 m per gli edifici pubblici, 1.2 x 1.2 per quelli privati). Le porte devono essere autorichiudenti, devono avere una apertura minima di 800 mm e un pannello trasparente, mentre la misura minima del vano della cabina per la normativa UNI EN 81-41 sono 80 x 125 cm, con portata 250 kg, 90 x 140 cm, se si riferiscono alla portata 315 kg, 110 x 140 cm per la portata 385 kg.